Che cos’è il JAS Organic
JAS è l’acronimo di Japanese Agricultural Standard. È il sistema di norme agricole del governo giapponese, gestito dal Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca (MAFF). La certificazione JAS Organic garantisce una produzione senza pesticidi di sintesi né fertilizzanti chimici per almeno 3 anni prima del raccolto, sotto il controllo di un ente certificatore accreditato dallo Stato giapponese.
Le norme JAS per i prodotti vegetali biologici esistono dal 2000 e sono state scritte sulla base delle linee guida del Codex Alimentarius, secondo lo stesso MAFF. Da allora in Giappone è vietato vendere come «biologico» (yūki, 有機) un prodotto agricolo o un alimento trasformato che non porti il logo Organic JAS. Il logo lo concede un ente certificatore registrato presso il ministero, che ispeziona sia l’azienda agricola sia lo stabilimento: nel caso del tè, il campo ombreggiato e l’impianto dove si fa il tencha.
Gli organismi certificatori JAS sono enti privati accreditati dal MAFF. Fra questi ci sono JONA (Japan Organic & Natural Foods Association), Ecocert Japan e OCIA Japan, che nell’elenco europeo degli organismi giapponesi riconosciuti hanno i codici JP-BIO-005, JP-BIO-006 e JP-BIO-008.
JAS, biologico europeo e USDA Organic
| Norma | Chi la fissa | Colture perenni come il tè | Riconoscimenti |
|---|---|---|---|
| Organic JAS | MAFF, Giappone, dal 2000 | 3 anni senza sostanze vietate prima del primo raccolto | Giappone e Stati Uniti si riconoscono dal 1° gennaio 2014 |
| Biologico UE | Regolamento (UE) 2018/848 | 3 anni di conversione prima del primo raccolto | L’UE riconosce il sistema giapponese (regolamento di esecuzione (UE) 2021/2325) e quello statunitense, quest’ultimo dal 2012 |
| USDA Organic | National Organic Program, Stati Uniti | 36 mesi senza sostanze vietate prima del raccolto | Accordi con l’UE (2012) e con il Giappone (2014) |
Fonti: MAFF, pagina Organic JAS; regolamento (UE) 2018/848, allegato II; regolamento di esecuzione (UE) 2021/2325; USDA, accordo di equivalenza fra Stati Uniti e Giappone.
Come entra in Europa un matcha certificato in Giappone
Il Giappone è uno degli undici Paesi il cui sistema biologico l’UE riconosce come equivalente. Il regolamento di esecuzione (UE) 2021/2325 copre i prodotti vegetali non trasformati coltivati in Giappone e gli alimenti trasformati in Giappone con ingredienti biologici coltivati lì o importati dall’UE o da un altro Paese riconosciuto. Un matcha certificato da uno degli organismi giapponesi di quell’elenco può essere venduto come biologico in Italia se la spedizione arriva con il suo certificato di ispezione elettronico, emesso nel sistema TRACES della Commissione europea, e se è etichettato secondo le norme europee.
Quel riconoscimento ha una scadenza. L’articolo 48 del regolamento (UE) 2018/848 lo fa scadere il 31 dicembre 2026. Nel 2021 il Consiglio ha autorizzato la Commissione a negoziare con il Giappone un accordo sul commercio dei prodotti biologici (decisione (UE) 2021/1345), e nel 2025 la Commissione ha proposto di spostare il termine al 31 dicembre 2036 (proposta COM(2025) 780) per non interrompere gli scambi mentre si negozia. Comunque vada con quella data, in un negozio italiano fa fede la confezione.
Cosa guardare sulla confezione
| Sulla confezione | Che cosa significa |
|---|---|
| Logo biologico dell’UE (la foglia di stelle) | Il prodotto rispetta le norme biologiche europee. È il segno riconosciuto in tutta l’UE. |
| Codice dell’organismo di controllo | Indica chi ha controllato l’ultima operazione. In Italia comincia con IT-BIO; un organismo giapponese riconosciuto dall’UE usa JP-BIO seguito da tre cifre. |
| «Agricoltura non UE» | Accompagna il logo europeo e indica che la materia prima è stata coltivata fuori dall’UE, come tutto il matcha giapponese. |
| Logo Organic JAS | Certificazione giapponese. Dice che il prodotto è biologico in Giappone, ma da solo non dice come è entrato nell’UE. |
| Logo USDA Organic | Norma degli Stati Uniti. È un’informazione, ma per essere venduto come biologico nell’UE il prodotto deve passare dal regime europeo. |
È il criterio che seguiamo nella classifica del matcha biologico certificato: entrano solo marche la cui certificazione si può verificare sulla confezione. The Japanese Tea Hub, per esempio, dichiara insieme JAS e biologico europeo, come raccontiamo nella sua recensione.
Che cosa non garantisce la certificazione biologica
La certificazione biologica riguarda il processo, non la qualità del prodotto che ne esce. Un matcha può essere 100% JAS Organic ed essere di secondo raccolto, poco ombreggiato, macinato grossolanamente e mediocre in tazza. Nessuna certificazione biologica garantisce il grado cerimoniale.
Al contrario: alcuni dei migliori matcha di primo raccolto di Uji, prodotti da famiglie che coltivano senza pesticidi da decenni, non hanno certificazione biologica, perché certificarsi costa e non sempre ha senso per una piccola azienda. La certificazione conta, ma non è l’unico indicatore di qualità.
Per giudicare la qualità bisogna guardare altro: il raccolto, l’ombreggiatura, la macinatura e, se l’etichetta lo dice, il cultivar. Lo spieghiamo in grado cerimoniale o culinario e nelle cinque prove casalinghe per riconoscere il matcha autentico.
E se la certificazione non è ciò che ti importa di più, la classifica del miglior matcha cerimoniale ordina le stesse marche per voto di degustazione.