Geografia e condizioni di coltivazione

Nishio è una città costiera della prefettura di Aichi, nella regione di Chūbu, a circa 300 chilometri a sud di Kyoto. Il delta del fiume Yahagi offre suoli alluvionali ricchi di sedimenti, ben drenati e con accesso costante all’acqua. Il clima è più caldo e più soleggiato di Uji, con meno nebbia, il che impone un’ombreggiatura artificiale più intensiva per ottenere profili paragonabili.

La superficie coltivata a tè a Nishio è di circa 890 ettari, dedicati quasi esclusivamente al tencha per matcha. La meccanizzazione è molto più spinta che a Uji: gran parte della raccolta si fa con macchine ad arco, che coprono grandi superfici in poco tempo.

Cultivar e profilo sensoriale

Il cultivar dominante a Nishio è lo Yabukita, la varietà più diffusa del Giappone (circa il 75% della produzione nazionale di tè). A Nishio dà un matcha dal profilo equilibrato ma meno complesso dei cultivar premium di Uji. Negli ultimi decenni alcuni produttori hanno introdotto Okumidori e Samidori per salire di gamma.

Il matcha di Nishio ha un verde intenso ma più uniforme di quello di Uji, con meno variazione fra un raccolto e l’altro. Il gusto è morbido, leggermente vegetale, con umami presente ma poco marcato. La schiuma è buona. È il matcha ideale per l’uso quotidiano e per il latte, dove la finezza del profilo viene comunque coperta dal latte.

La sua posizione sul mercato europeo

La maggior parte dei matcha commerciali di fascia medio-bassa venduti in Europa viene da Nishio o da blend Nishio-Kagoshima. Marchi come Matcha & Co lavorano con fornitori di entrambe le regioni per bilanciare costo e qualità. La tracciabilità fino al podere è raramente disponibile su questi prodotti, il che rende difficile ogni verifica indipendente dell’origine esatta.

In Spagna, dove compriamo i nostri campioni, il matcha di Nishio si aggira fra i 12 e i 28 euro per 30 g equivalenti, a seconda del posizionamento del marchio. Il rapporto qualità-prezzo è in genere solido per l’uso quotidiano, anche se i palati esigenti sentono la differenza rispetto a un Uji di primo raccolto in degustazione alla cieca.