Che cosa vuol dire davvero «certificato»
In Italia un prodotto alimentare può essere venduto come «biologico» solo se è certificato secondo il regolamento europeo (UE) 2018/848: è l’Eurofoglia, la foglia verde con le stelle, accompagnata dal codice dell’organismo di controllo, del tipo IT-BIO-006. Un matcha che porta solo la certificazione JAS, lo standard giapponese, non può essere etichettato come biologico in Italia senza quell’equivalenza.
Molti matcha in vendita in Europa usano la parola «biologico» senza alcuna certificazione verificabile. In questa classifica entrano solo quelli che possono mostrare la certificazione con il numero di lotto.
I matcha di cui abbiamo verificato la certificazione
Perché il biologico non garantisce la qualità in tazza
La certificazione riguarda il processo di produzione, non la qualità del risultato. Un matcha può essere 100% biologico ed essere di secondo raccolto, con macinatura grossolana e profilo piatto. Al contrario, alcuni dei migliori matcha artigianali di Uji non sono certificati, perché certificarsi costa e molte piccole aziende non se lo accollano. Usa la certificazione come criterio in più, mai come criterio unico.
Certificazione biologica UE, verificabile sulla confezione
Il Matcha Zen porta la certificazione biologica dell’Unione Europea e USDA, con il logo e il codice dell’organismo di controllo stampati sulla confezione. Costa 20,99 € per 100 g, cioè 0,42 € a tazza.
Raccomandazione editoriale. Questo sito non vende: il pulsante porta al negozio della marca. Come si finanzia, in Trasparenza.